A novembre 2004 la nuova palestra aprì.
Io avevo passato tutta l’estate a progettare i muri d’arrampicata dopo un paio d’ore di lezione su AutoCAD 3D insieme agli architetti Alberto e Giulia.
Due ore per capire un programma, tre mesi per immaginare un mondo.
A settembre iniziai a costruirli insieme a Roberto Mochino e ai miei soci Bside e, solo quando la palestra prese vita, mi misi a lavorare al 'negozio'.
Si partì dal basso, letteralmente. Niente vetrate, niente porte.
Solo un’asse di legno appoggiata a due cavalletti, una fila di scarpette La Sportiva, la mitica 'Slingshot' (che qualche appassionato vintage ricorderà), un po’ di abbigliamento E9 e qualche rinvio Petzl — l’attrezzatura che per anni mi aveva accompagnato in falesia.
Ogni sera riportavo tutto nel magazzino al piano interrato, come se smontassi un piccolo circo ambulante.
Nel 2005 nacque anche il primo e-commerce: bshopzone.com, fatto in Flash — tecnologia ormai estinta.
Un piccolo miracolo artigianale del web, costruito insieme a Nicola e Matteo, che mi insegnarono tutto quello che so per muoversi nel mondo digitale, allora per me sconosciuto.
Nel frattempo avevo imparato a risuolare scarpette grazie a un weekend di lavoro intenso ad Arco di Trento con Fabio, allora fondatore di Vertical Sport. Diventai risuolatore autorizzato La Sportiva. Le mattine si passavano a produrre appigli e riparare scarpette, i pomeriggi in negozio, le sere a dar lezioni di arrampicata agli allievi più affezionati in palestra.
Era un ritmo folle, ma aveva una sua musica. Ogni giorno era una corsa.
Ogni giorno qualcosa di nuovo da imparare e da inventare.