Nata dalla passione di Yvon Chouinard per l’arrampicata (iniziata nel 1953), Patagonia porta nel mondo outdoor la stessa ossessione per funzionalità, durata e innovazione che aveva reso iconiche le attrezzature da climbing di Chouinard.
Fondata nel 1973, è oggi un riferimento globale per i silent sports — arrampicata, surf, sci/snowboard, fly fishing e trail running — con capi tecnici e attrezzatura pensati per stare fuori a lungo, non per “fare presenza”.
La sostenibilità, qui, non è un claim: dal 1985 Patagonia destina l’1% delle vendite alla tutela dell’ambiente (il suo “Earth Tax”). E spinge una logica anti-spreco molto concreta: Common Threads (dal 2005) e una cultura del “ripara e riusa”, fino all’invito esplicito a comprare solo ciò che serve con la campagna “Don’t Buy This Jacket”.
Nel 2018 ha formalizzato il proprio scopo in “We’re in business to save our home planet” e, dal 2022, la proprietà è stata trasferita al Patagonia Purpose Trust e alla nonprofit Holdfast Collective, così che i profitti non reinvestiti vadano a proteggere il pianeta.
Oltre all’abbigliamento, Patagonia propone zaini e gear da viaggio e una linea surf completa, incluse mute dedicate.
Perché costa “di più”: materiali e costruzione orientati alla longevità, supportati da un modello d’impresa che mette qualità, responsabilità e missione al centro.